CHI SIAMO - Zafferano Saraceno

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Chi Siamo
La nostra è una realtà agricola a conduzione familiare che dal 2013 ha iniziato la sperimentazione della coltura dello zafferano. La coltivazione di questa spezia è frutto della nostra passione, della voglia di cercare nuove sfide e di offrire un prodotto di eccellenza, genuino e naturale, che si distingue per il suo ottimo aroma, sapore, colore e per le sue molteplici proprietà benefiche. Sicuramente piantando i bulbi dello zafferano in un territorio “vergine” a questa coltura è stata una scommessa, e come tutte le scommesse le aspettative sono molte ma le paure di perdere anche..
Grazie allo studio del terreno, al lavoro intenso, ai consigli preziosi di chi ha iniziato questa coltura prima di noi, alle pillole di saggezza dei nostri nonni, a madre natura e soprattutto a tanta tenacia e forza di volontà, abbiamo vinto quella scommessa iniziale e visto che il terreno su cui abbiamo piantato i primi bulbi ha reagito benissimo a questa nuova coltura, che il prodotto finale è stato apprezzato e richiesto, abbiamo deciso di scommettere ancora, puntando su un packaging che riflettesse i colori del fiore e dello zafferano in purezza, su pubblicità per farci conoscere e per far conoscere questa spezia dalle più svariate proprietà benefiche e dai più svariati utilizzi (culinari e non), sul passaparola che è la più antica e più “rudimentale” forma di comunicazione commerciale.
Le Antiche Origini dello Zafferano
Un Pò di Storia..

La tradizionale coltura dello zafferano attraversa millenni di storia, ne abbiamo le prime testimonianze risalenti già nell’antica Grecia quando i minoici, popolo di commercianti impegnati nel commercio marittimo, svilupparono, dal 1700 a.C. in poi, un’organizzazione tale da renderli efficienti e competitivi nel commercializzare lo zafferano. Il suo prezzo può essere ottenuto confrontandone il valore con l’incenso ed il pepe. Va anche ricordato come lo zafferano e il murice abbiano spesso avuto prezzi uguali o superiori a quelli dell’oro tanto che lo zafferano fu impiegato come valuta. Questi commerci sono testimoniati da importanti resti di pitture rupestri rinvenuti a Santorini, isola del Mar Egeo.  Nella parte sud dell’isola è situato Akrotiri, un paese-promontorio.
Le antiche rovine di Akrotiri furono scoperte nel 1860 portando alla luce 40 edifici, ma solo alcuni di questi hanno attirato l’attenzione degli archeologi grazie all’importante materiale pittorico reperito interamente conservato ed in frammenti. La pittura rupestre meglio conservata è senza dubbio quella che raffigura le Raccoglitrici di Croco. Al piano superiore, sulla parete orientale, due figure femminili sono intente alla raccolta dello zafferano, momento in cui le donne si allontanano dalla comunità durante la festa stagionale della dea. Nella parete meridionale sono rappresentate altre figure femminili, di età più matura rispetto alle prime. In entrambi i piani le scene si svolgono sullo sfondo di un paesaggio astratto, fatto di rocce e ciuffi di croco. Una possibile ipotesi su almeno alcuni dei rituali è che in quell’edificio le donne imparassero, attraverso dei gesti simbolici, a triturare e conservare lo zafferano, le proprietà terapeutiche del croco per la cura dei loro malanni.
Perchè Saraceno..
Segni è cinta da mura poligonali innalzate tramite la posa di grandi massi lavorati fino ad ottenere forme poligonali, per essere giustapposte a incastro, senza calce, con cunei che riempiono i rari spazi vuoti. Sono dette anche mura ciclopiche o pelasgiche perché secondo Euripide, Strabone e Pausania sarebbero state costruite dai ciclopi ed erano state attribuite ai mitici popoli pelasgi, preellenici, che avrebbero costruito le mura simili delle città micenee di Tirinto, Micene e Argo. Sono datate al VI-V secolo a.C. ed erano generalmente impiegate come sistemi di difesa della città alta, della quale rappresentavano al contempo la struttura di contenimento. Le porte che segnano questi sistemi difensivi presentano architravi costituiti da monoliti che giungono a pesare fino a 3 tonnellate.
Il nostro paese vanta molti monumenti architettonici, quali la Concattedrale di Santa Maria Assunta, il Ninfeo di Quinto Muzio, la Cisterna Romana (costruita con il cosiddetto “Opus Signinum“), le mura poligonali, ma quella che rende celebre il paese è la Porta Saracena. Questa grandiosa porta rappresenta uno dei più maestosi monumenti di tutti i tempi per l’imponente grossezza dei massi che la compongono. Essa risulta, infatti, l’esemplare meglio conservato tra tutte le opere similari, ed è perciò citata nel mondo intero in tutti i trattati di archeologia. E’ proprio da questa portentosa struttura che lo Zafferano Saraceno trae il suo nome, portando con consapevolezza ed orgoglio anni di storia e di cultura che contraddistinguono Segni.
Città di Segni..
Il comune che dà i natali a Zafferano Saraceno si chiama Segni ed è in provincia di Roma. Segni si trova tra i Monti Lepini, nell’antiappennino laziale. E’ un piccolo paese che vanta però millenni di storia, infatti non tutti sanno che i primi insediamenti nel territorio risalgono all’età del bronzo, ma l’abitato si sviluppò solo in epoca romana, tempo in cui Segni rivestì una posizione strategica sulla valle del fiume Sacco. Nel VI secolo a.C. Tarquinio il Superbo re di Roma, inviò a Signia dei coloni e una guarnigione armata per proteggere, per via terra, le vie di accesso alla città di Roma; ciò è dimostrato da numerosi resti archeologici rinvenuti sul territorio. Nel III secolo Signia era una città fiorente che, unica nel Lazio, coniò monete d’argento. Per la sua fedeltà nei confronti di Roma, Segni venne scelta come luogo di prigionia nella guerra contro Annibale. I Romani la elevarono a municipio nell’89 a.C. e la fregiarono della sigla SPQS (Senatus Populusque Signinus) godendo di relativa indipendenza ma con obblighi di alleanza con la stessa Roma. Tra l’era repubblicana ed il periodo imperiale, a Signia venne costruito il foro, i templi: uno al dio Ercole ed uno a Giunone Moneta, vengono innalzati monumenti a varie divinità e all’imperatore Caracalla venne dedicato il foro e vennero costruite numerose ville nel circondario.
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